a

Hi there! This is Esben, an elegant photography theme. Are you ready to show your work to the world?

Back to Top

Civico 39

Ufficio Stile e terzisti … ma veramente?

“Come non essere semplici esecutori ma propositivi verso i clienti nel B2B”

Equilibrare estetica e commerciabilità… come si fa?

Il tessuto industriale italiano è composto da una miriade di piccole e piccolissime aziende di produzione, spesso dotate della presenza di un ufficio stile, che non vuol dire soltanto lo stilista: art director, fashion designer e product developer sono tutti elementi essenziali che vanno a comporre un ufficio STILE.

Con i tempi ristretti della moda come si concilia l’attività di ricerca che al contrario ha tempi piuttosto lunghi? Con innovazione e creatività affiancate ad esempio da soluzioni digitali.
In questo modo i vari terzisti e confezionisti possono diventare dei partner reali dei brand mettendo loro a disposizione il proprio ufficio stile.
Riuscire a comunicare con lo stesso linguaggio del brand con il supporto di proprie risorse interne può veramente fare la differenza.

Ma comunicare di avere un ufficio stile interno non è sufficiente, dobbiamo dimostrarlo con soluzioni “ready made” (es. atelier virtuale). La qualità del servizio è nel tempo risparmiato per il cliente e nelle possibili soluzioni che il terzista è in grado di offrire.

La relazione esistente tra le attività creative e le attività manifatturiere ci fa ripensare ad un’idea di lavoro creativo con radici profonde nelle competenze materiali, dei tessuti, dei filati, e delle tecniche di produzione.
Quel che è sicuro è che non esiste creatività senza mercato, almeno nel settore moda.

Il Made in Italy delle piccole imprese italiane può e deve evolversi, non limitandosi ad eseguire in maniera passiva le commesse, ma dando un valore al proprio know how sulla fattibilità di un capo … essere attivi nel mercato di riferimento che continua (per fortuna) ad avere ancora bisogno di chi “realizza” un prodotto.